Gli Stati membri Ue hanno approvato la Direttiva europea Case Green (Energy performance of building directive, Epbd), che mira a rendere gli edifici residenziali più efficienti dal punto di vista energetico. Entro il 2050, l’Europa punta a raggiungere la neutralità climatica. L'obiettivo è un continente a zero emissioni, con edifici pubblici e privati, infrastrutture e trasporti sostenibili, ad alta efficienza energetica. L’Unione Europea sta percorrendo la via della transizione energetica, cioè il passaggio da un mix energetico centrato sui combustibili fossili a uno a basse o a zero emissioni di carbonio, basato sulle fonti rinnovabili.
Le nuove tecnologie permetteranno di mettere in pratica diversi interventi atti a migliorare l’isolamento termico dell’edificio, con l'installazione di cappotti termici, infissi ad alta efficienza energetica e schermature solari; a sostituire gli impianti di riscaldamento e raffrescamento con sistemi più efficienti, come pompe di calore e caldaie a condensazione; ad installare impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica autonomamente; ad utilizzare sistemi di domotica al fine di controllare e ottimizzare i consumi energetici, e ridurre sprechi e dispersioni.
Le casa verde, più autonoma, efficiente, con minori consumi offre numerosi vantaggi. Permetterà di ridurre i consumi energetici e alleggerire le bollette di luce e gas; di migliorare il comfort abitativo e la qualità della vita; di impattare sempre meno sull’ambiente e di conseguenza sull'aria che respiriamo, sulla qualità dei terreni, sui prodotti alimentari, sui servizi pubblici; di aumentare il valore dell’immobile.
È previsto che ogni stato membro invii un piano nazionale di ristrutturazione con l’indicazione della tabella di marcia e degli obiettivi da seguire. Il piano andrà approvato entro il 2026 e aggiornato ogni 5 anni.
La novità più importante del testo riguarda le ristrutturazioni. Ogni stato membro, infatti, dovrà adottare un piano nazionale che preveda la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali. L’obiettivo è un taglio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.
Entro il 2050 tutto il settore residenziale dovrà essere a zero emissioni. I paesi potranno decidere su quali edifici concentrarsi. L’unico vincolo sarà garantire che almeno il 55% della riduzione del consumo medio di energia primaria sia ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni.
Oltre a questo la direttiva Epbd si concentra sull'eliminazione dell'uso di combustibili fossili nelle abitazioni, incluso l'utilizzo delle caldaie a gas metano. Sebbene la data di divieto sia stata posticipata dal 2035 al 2040, già dal prossimo anno i paesi europei non potranno più offrire incentivi fiscali per l'acquisto o l'installazione di questi sistemi di riscaldamento. Gli apparecchi ibridi come quelli che combinano caldaie e pompe di calore con una centralina unica, saranno invece cruciali nel nuovo sistema di agevolazioni. Indispensabile l'elettrificazione dei riscaldamenti e l'adozione delle pompe di calore. Queste tecnologie saranno fondamentali per consentire l'uso di energie rinnovabili nei nuovi edifici a zero emissioni. Un altro cambiamento riguardo i nuovi edifici costruiti nell'Unione Europea, è che dovranno essere tutti solar-ready, cioè predisposti per l'installazione di impianti fotovoltaici o solari termici sui tetti. Per gli edifici già esistenti, i pannelli solari dovranno essere installati se l'immobile è idoneo, gradualmente a partire dal 2027.